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07 Febbraio 2012

I FIORI DI BACH: La figura del dottor Bach

Categoria: Blog

Piccola introduzione alla figura di Edward Bach

Parlare della Floriterapia di Bach significa partire dalla figura di questo medico britannico, di nome Edward, nato il 24 settembre del 1886 a Mosley, vicino a Birmingham. Egli fu un insigne medico che si specializzò in batteriologia, allora fortemente ritenuta come la più moderna ed efficace branca medica capace di risolvere ogni malattia. A trentun’anni, però, una brutta emorragia gli fece scoprire di essere afflitto da un tumore che gli fu asportato localmente: la prognosi era di ancora tre mesi di vita. Fu così che decise di dedicare tale ultimo tempo di vita ad un assiduo studio nel campo immunologico. Vi fu, però un incredibile recupero che lui, in seguito, lo attribuì a tre cause fondamentali: 1^ un interesse (lo studio) capace di assorbirlo completamente, quasi dimenticando la malattia; 2^ un grande amore, per la medicina e per il prossimo; 3^ un proposito definito, il voler ottenere dei risultati capaci di aiutare i malati. Da questa quasi miracolosa ripresa Edward rimase fortemente impresso dedicando anima e corpo non solo nel campo immuno-batteriologio all’ospedale dell’Università di Londra, ma aprendosi e sperimentandosi nel campo omeopatico. Cominciò, quindi, ad aprire i suoi orizzonti, a riflettere sulla malattia e la guarigione, e soprattutto a mettersi in personale e profonda discussione. A trentaquattro anni elaborò la creazione dei 7 vaccini orali omeopatici denominati “nosodi”, capaci di purificare l’intestino e migliorare la risposta immunologica dell’organismo. Elaborò, poi, anche una classificazione dei sette vaccini secondo la tipologia e la personalità iniziando, quindi, un lavoro importante per il futuro dell’omeopatia. Nel frattempo, però, proseguiva la sua profonda trasformazione che nel 1927 lo portò a trovare i primi tre rimedi floreali. Lentamente tale studio lo assorbì sempre di più “obbligandolo” ad una semplificazione e naturalizzazione della sua vita, sempre più vicina alla natura e lontana dai libri e dallo studio eminentemente scientifico. In questo processo sperimentò su se stesso l’incidenza e l’influenza dei preparati floreali sul corpo, la mente, le emozioni e la componente spirituale. Comprese che tutte queste parti, nel loro insieme coordinato e correlato, rappresentano l’essere umano. Scoprì che la malattia aveva la sua ultima manifestazione nella sfera fisica, con sintomi e turbamenti fisio-patologici, ma che la sua vera origine era altrove. L’origine della malattia la ritrovò nella disarmonica relazione tra la nostra Anima, ciò che veramente siamo, e la nostra Personalità, frutto della mente e delle emozioni figlie della vita terrena. In questa disarmonia, nella mancanza di dialogo tra queste due parti dobbiamo operare se vogliamo raggiungere quella che lui chiamava vera Guarigione. Ciò che invece lavora alla “rimozione” o “spostamento del sintomo”, altro non è che una momentanea ed errata credenza di guarigione, uno slittamento più profondo nella malattia. Edward, sempre più isolato dai suoi colleghi medici, ma molto amato dalla gente da lui curata ed assistita gratuitamente, compì quindi un salto, un’apertura nella consapevolezza di come la vita sia vasta e non solo legata alla materia. Portò quindi avanti i suoi studi, le sue esperienze con i fiori, elaborando continuamente il metodo floreale, operando conferenze, cercando di mantenere un dialogo con l’ordine dei medici inglese. In lui non vi era la negazione della scienza medica, anzi la riteneva importante e basilare. Ciò che lui fece fu focalizzare la sua attenzione e la cura verso la globalità dell’uomo, fu ridare la responsabilità della propria salute al paziente, fu allargare le modalità d’intervento, d’aiuto, cercando quella vera prevenzione e guarigione che sempre più si sono perse nella vita moderna.
Bach morì nel sonno nel novembre del 1936, povero, ma sereno. Ci ha lasciato un profondo insegnamento ed un metodo, quello denominato della Floriterapia di Bach, semplice, incisivo, naturale. Suo intento era quello che fosse alla portata di tutti, anche di coloro senza nessuna nozione e studio nell’arte curativa. Dai suoi scritti possiamo trarre semplici dritte per poter applicare tale approccio su noi stessi. Ecco, per prima e basilare cosa, applicarlo su noi stessi, affinché attraverso un processo di maggiore consapevolezza della nostra vita, di ciò che siamo, possiamo trarre spunto per quel processo di vera Guarigione come intendeva Edward Bach. Partire da noi, dal dialogo interiore con ciò che siamo, la nostra Anima, ciò che pensiamo, la nostra mente, ciò che proviamo, le nostre emozioni, per poi influire su quella parte importante che è il nostro fisico.

Tags: medicina naturale


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