Discipline bio-naturali

Iridologia

Autore

Antonio Sisana

Breve presentazione dell'Iridologia.

L’iridologia è un’antica tecnica di valutazione e controllo e non una terapia. Essa implica lo studio, attraverso degli apparecchi chiamati iridoscopi dotati di lenti d’ingrandimento, dell’iride, ossia la membrana vascolare dell’occhio che costituisce un diaframma contrattile formato da lamelle irradiatesi dal suo centro, situata davanti al cristallino e che circoscrive la pupilla. L’iride per suo sviluppo embriologico è una specie di memoria, registro ideale per conservare le informazioni che sono contenute nei foglietti embrionali che hanno originato le diverse funzioni e gli organi del corpo; essa appare nell’osservazione come un disco di colore variabile e diverso da individuo ad individuo.

Già nell’antichità si trova che nell’occhio sono riflessi tutti gli organi del corpo e che la loro valutazione e studio permettono di controllare lo stato di salute di un essere umano. Infatti la nascita storica di tale tecnica viene ricondotta agli antichi egizi e via via si è evoluta nel tempo. Si ricordano, poi medici, alchimisti e personaggi vari che nei tempi a noi più vicini hanno trattato nei loro scritti dell’iridologia. Ad esempio il mago ed alchimista H.Bosch (nato nel 1453), F.Meyer di Dresda e Siegmund Eltzholzt di Norimberga (seconda metà del 1600), C.Haerteles di Gottingen (seconda metà del 1700). Il fondatore europeo dell’iridologia è però considerato il medico ungherese Von Peczerly (1826-1911) assieme allo svedese N.Liiljequist (1851-1936). Si racconta, tra la realtà e la leggenda, che l’ungherese raccogliendo un uccello ferito ad una zampa si accorse che nell’iride dell’animale era comparsa una macchia. Studiò la relazione tra tale macchia e la zampa rotta e dopo numerosi anni di studio con i suoi malati all’ospedale scrisse il “l’introduzione allo studio della diagnostica attraverso gli occhi” (1880) in cui veniva riportata una mappa che contraddistingueva 35 punti corrispondenti ad altrettanti organi del corpo.

Questi studi e questa carta vennero poi nel tempo perfezionati da altri tra cui Leon Vannier, Gilbert Jausas, Gaston Verdier, S.Jurasumus, Fortier-Bernoville, B. Jensen, Kriege, Angerer, per citarne solo alcuni. Il primo Italiano che scrisse un trattato sull’iridologia fu il frate Padre Ratti.

Vi è da dire che l’iridologia ha avuto un impulso negli ultimi decenni con lo sviluppo della tecnologia grazie agli iridoscopi, vere e proprie lampade a fessure ove è possibile osservare l’iride con precisione a grandi ingrandimenti. Attualmente abbiamo diverse scuole e correnti di pensiero che vengono a delinearsi in due principali, quella tedesca e quella francese, senza però dimenticare lo sviluppo degli studi legati alla psicologia ed all’aspetto emotivo che trovano in Italia validi esponenti, tra cui Lo Rito.

Da un punto di vista pratico una consulenza iridologica consta in un esame dell’iride e dal suo studio tenendo presente vari fattori: colore, conformazione, segni, diradamento ed andamento delle fibre. Valutando tali aspetti in conformità ad una mappatura più o meno fissa correlata ad organi, apparati ed aspetti pico-emotivi, l’iridologo instaura un dialogo con la persona cercando di trovare correlazioni e consigli che permettano una maggior consapevolezza verso la condizione di benessere e salute. L’analisi iridologica infatti ci da delle indicazioni circa le predisposizioni energetico-costituzionali del soggetto analizzato, le sue potenzialità caratteriali, le sue debolezze e le sue potenzialità fino anche a valutare quali funzioni e organi possano essere sottoposti a stress e manifestare problematiche. Si tratta anche di una lettura “simbolica” che però all’interno del dialogo e della constatazione della storia recente e passata della persona permettono di valutare eventuali interventi sullo stile di vita e su altri aspetti volti ad un miglioramento della propria salute e del proprio benessere psicofisico.

Si tratta quindi di un mezzo sostanzialmente fondante la conoscenza del soggetto nella sua potenzialità e quindi di un aiuto da parte dell’iridologo nei confronti della persona circa alcuni consigli pratici e semplici per migliorare la propria condizione psico-fisica.

Non va quindi confusa con la diagnosi iridologica dell’oculista e nemmeno con una diagnosi medica allopatica propriamente detta, ma di un mezzo su cui instaurare un dialogo costruttivo tra iridologo e cliente.

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