Discipline bio-naturali

Inverno: Istruzioni d'uso parte 1

Autore

Antonio Sisana

Come renderci armonici secondo stagione.

L’inverno nasce al solstizio, attorno al 21-22 di dicembre, momento in cui si ha il massimo prevalere del buio sulla luce, la giornata più corta, la notte più lunga. Questa stagione inizia dando vita alla rinascita del giorno, al lento procedere verso il crescere della luce. Quando abbiamo il massimo buio fuori da noi, la luce dobbiamo cercarla e trovarla dentro di noi. Ecco, l’inverno è la stagione ove la natura si chiude alla vita esteriore, si rintana nelle radici, sotto la neve, nelle tane per il letargo. Così dovrebbe fare l’essere umano che vuole vivere assecondandosi alla natura. In questo periodo, quindi, dovremmo cercare di seguire l’indole del riposo, l’ascolto interiore, soprattutto quando arriva il buio ed intraprendere un’attività più lenta, soprattutto nelle ore di luce. L’inverno non è la stagione del fare, ma dell’essere, del comprendere, del ritrovarsi, della preparazione al tempo futuro ove ci sarà meno pensare e più svolgere.

Questa stagione è legata nelle nostre tradizioni (come del resto anche in quelle orientali) all’elemento acqua, ciò che “ha corpo, ma non ha forma”, e quindi all’emotività, al nostro stato dell’animo, le emozioni. Nel buio di questo periodo siamo più vicini alla nostra ombra, al nostro sentire e, spesso, questo può dare problemi, soprattutto se manca dentro di noi quella luce, quella gioia che fuori non troviamo nella natura. Se abbiamo conti aperti con il sentire, se siamo in difficoltà e molte cose irrisolte, ecco che d’inverno possono uscire sofferenze, disturbi psicologici e dell’umore che ci chiamano verso la loro presa di coscienza, la loro accettazione, il loro insegnamento. Non dobbiamo allarmarci, farci prendere dal panico, ma trovare la forza dentro di noi e, soprattutto, nelle persone e nei professionisti che possono aiutarci ad affrontare in tempo propizio queste dinamiche che fanno parte del vivere. Tutti e tutto può servirci, ma credo soprattutto quelle risorse che ci portano verso l’integrità, la consapevole crescita di ogni nostra componente, non solo fisica, ma anche emozionale, mentale e spirituale.

Quali sono gli organi che sono più in difficoltà o colpiti in questo periodo? Certamente le prime vie respiratorie ed i polmoni, organi dell’assimilazione dell’aria e dell’eliminazione dell’anidride carbonica e delle tossine volatili (come il pensiero) che hanno il compito di rendere nostra un’aria che a tutti appartiene, che ci fanno interagire con gli altri, il mondo esterno e farlo nostro. Il sistema cardio-circolatorio che trasporta il sangue, vero e proprio elemento vitale, il nostro fuoco, la nostra luce, in tutto il corpo nutrendolo e ossigenandolo ed elimina e purifica le tossine fisiche e liquide. A loro la tradizione orientale aggiunge i Reni e la Vescica, ossia gli organi del metabolismo dell’acqua, che oltre a muovere e purificare i liquidi sono anche sede della nostra energia vitale derivante dalla nostra costituzione ("energia del cielo anteriore" figlia dell’energia dei nostri avi, ossia genetica) e dalla nostra alimentazione e stile di vita ("energia del cielo posteriore"). Ecco, quindi, che d’inverno il riposo ed uno stile di vita sobrio, un’alimentazione buona, un’attività aerobica e tranquilla, il tenerci al caldo e soprattutto attivare e nutrire il nostro fuoco interiore, sono elementi in grado di nutrire e servire i nostri reni, le nostre energie.

In termini pratici il consiglio è quello di trovare giusta armonia tra attività e riposo, soprattutto in ambito lavorativo, far sì che l’inverno sia stagione ove non ci si affanna, non si corra, non ci si strapazzi, ma che prevalga la cura ed il recupero delle energie spese nelle stagioni precedenti e si prepari al meglio quelle che seguono. L’attività fisica è sempre importante, non si deve oziare, ma fondamentale è praticare sport aerobici, ossia non eccessivi, magari all’aria aperta quando vi è sole e bel tempo, con i giusti indumenti: le belle passeggiate sulla neve con le ciaspole, gli sci d’alpinismo, lo sci da fondo, anche la discesa, ma a ritmo tranquillo, ove oltre a muoversi si può contemplare il panorama, respirare la natura; aprirsi ed approfondire pratiche di raccoglimento, come lo Yoga, il Thai Chi Chuan, la ginnastica dolce, gli esercizi di meditazione e di allungamento, il nuoto a contatto con l’acqua termale, sono alcuni ambiti che si consigliano e che ben si confanno a questo momento della vita annuale. Infine importante è trovare del tempo in cui raccogliersi, ascoltarsi, fare un esame della propria vita, delle proprie aspettative, un inventario dei nostri ideali. Riflettere, risolvere, comprendere cosa conti veramente e si vuole portare avanti nel presente prossimo e lasciar andare ciò che non fa più parte del nostro divenire. D’inverno la natura si ritira nel suo interno e fermenta, brucia e macera ciò che non serve per prepararsi al divenire esteriore della primavera. Così dobbiamo fare noi, lasciar andare, bruciare, accettare e rinnovarci per tornare a vivere. Dentro di noi qualcosa muore e qualcosa torna a vivere, veramente. Pensiamo e riflettiamo anche sulla morte corporale che, prima o poi, ci toccherà, riappacifichiamoci con essa e concentriamoci veramente sul vivere ogni momento al massimo della nostra capacità di essere. Questo è il momento propizio, questo è l’inverno dell’essere umano.

N.B. Qualsiasi consiglio non si sostituisce e non vuole sostituirsi a nessun atto medico. Questo scritto è un atto educativo e non prescrittivo.

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