Discipline bio-naturali

Autunno per l'essere umano e per la natura

Autore

Antonio Sisana

Più riposo, attività blanda, meno acqua e più energia, introversione ed ascolto, riflessione.

Il ciclo naturale dell’Autunno è per certi versi la fine di un percorso e l’inizio di uno nuovo. Il sole si trova sulla verticale dell’equatore e dall’equinozio il periodo di buio aumenta rispetto a quello di luce. Finisce la fase di espansione energetica tipica dell’estate e comincia il processo d’introversione, ove dall’esterno si dirige verso l’interno. Questo cambio da centrifugo e centripeto si esprime nella natura come del resto nell’essere umano che della natura fa parte. È una fase molto delicata per la vita, questo cambio energetico può avere delle difficoltà, soprattutto se in estate ci sono state situazioni difficili o di eccesso/carenza, ad esempio nella natura troppo caldo e secco o all’opposto troppo umido, o nell’uomo spesso un’eccessiva attività o sedentarietà. L’uomo moderno ha sovvertito la propria vita, non segue più i ritmi naturali, per cui spesso l’estate rappresenta la stagione del riposo, quando invece dovrebbe essere quella della massima attività, e l’inverno l’opposto. Ebbene, l’autunno rappresenta spesso la ripresa delle attività, il rientro dalle vacanze, la ripresa della scuola, e quindi sovvertendo quanto dovrebbe essere secondo la natura andiamo incontro ad inconvenienti di natura fisica e psicologica.

Gli organi più in difficoltà in questo periodo sono i polmoni, le prime vie respiratorie, soprattutto grazie ai primi freddi ed alle brusche variazioni di temperatura, all’arrivo dell’umidità, e l’intestino che deve occuparsi dell’assimilazione dei principi nutritivi e l’eliminazione delle scorie e dei liquidi in eccesso. Abbiamo quindi problemi che si possono manifestare con raffreddamenti, accumulo di muco, tosse, bronchiti, infiammazione alle prime vie respiratorie, coliti, disbiosi, colon irritabile, stipsi e diarree. Importante è il bilancio idrico in questo periodo, in quanto in natura lentamente la linfa torna alle radici e nel nostro corpo contemporaneamente dovremmo eliminare acqua in eccesso accumulata con l’alimentazione estiva. Ebbene se questo non avviene l’umido si esprime nelle prime vie respiratorie e nei polmoni (muco e catarro) o nell’intestino (diarrea, muco). Ne risentono anche i reni, organi per eccellenza addetti al filtraggio dei liquidi, e quindi anche le vie di eliminazione dell’urina. Attenzione pure all’apparato digerente, in particolare stomaco, si hanno facili problemi di gastrite e reflusso, e duodeno, con difficoltà nell’assimilazione dei cibi per carenze nei liquidi enzimatici.

Anche il sistema nervoso fatica in questo periodo. Deve cambiare marcia, deve ritrovarsi e riabituarsi ad un processo d’interiorizzazione e quindi di valutazione di quanto fatto. L’autunno c’invita a fare i conti, a valutare, a raccogliere quanto seminato, nel mondo esteriore come in quello interiore, e se si hanno conti aperti anche la nostra salute psicologica ce li presenta.

Come dobbiamo quindi procedere? Innanzitutto cambiando lentamente, assecondando quanto il nostro sistema corpo-mente-emozioni ci chiede. Quindi iniziando ad ascoltarci, a dedicare maggior tempo a noi stessi e gli altri, a darci spazio per riflettere, meditare, comprendere. Assecondare il riposo con qualche ora di sonno in più rispetto all’estate, ad approfittarsi della mattina e del primo pomeriggio per le attività, magari approfittando anche delle ore di sole per stare all’aria aperta, ma poi rispettare l’arrivo del buio per recuperare e dare più spazio al riposo. Diminuire l’attività intensa per una più blanda e meditativa potrebbe essere importante. Tornare più a noi.

L’alimentazione deve limitare i cibi molto ricchi di acqua tipicamente estivi, come frutta tipo anguria, melone, verdure tipo melanzane e pomodori, bibite fredde e gasate. Limitare pure cibi raffinati, elaborati, ricchi di grassi saturi e di sale. Preferire cibi semplici, riprendere cotture più lunghe, preferire zuppe calde, verdure stagionali come la zucca, le carote, o ravanelli, le barbabietole, la verza, i cavoli, le olive e la frutta di stagione, più ricca di zuccheri, quali i frutti di bosco, i fichi, l’uva, la mela e le pere, la castagna, e i semi oleosi come del resto le nocciole e quelli della zucca. Il corpo deve riprendere a mangiare cibi energetici per prepararsi ai rigori invernali, anche se ormai le nostre case hanno riscaldamento e temperature da tropici.

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