Scrittura

Un'estate d'incontro

Autore

Antonio Sisana

Uno spunto estivo di riflessione.

L’estate è la stagione del desiderio d’aria aperta, di giornate passate tra sentieri e boschi, nel raggiungimento di qualche vetta o semplicemente per il gusto di passeggiare tra alberi e fiori; la vegetazione è tanta, i colori intensi, i profumi penetrano profondi e quasi li sentiamo con sapore. Nei dì di festa o di vacanza si ama allungare le serate sino a quando la stanchezza diviene forte, girare per le vie del paese, fermarsi in qualche locale o nei crocicchi di ritrovo per scambiare due parole.

L’estate è la stagione dell’incontro. La natura offre la sua massima espressione e quando ci fermiamo nei prati o nelle aree di ristoro possiamo osservare il brulicare d’insetti che volano, formiche che si muovono, cavallette che saltano mentre il sole scalda con decisione; molta gente che mangia all’aria aperta, che cerca riposo e ristoro tra il verde. Sentiamo dentro di noi l’istinto di trovarci, d’approcciare il nostro prossimo, sia una persona che conosciamo come pure uno straniero. Tanti sono i turisti che affollano i nostri luoghi per godersi un clima mite. Dovremmo ascoltare questo intento d’animo, questa voglia di trovare altre persone ed assecondarla. Incontrare gli altri è il viversi comunitario, è confronto, crescita. Quando le persone le conosciamo cadono le paure, i pregiudizi, e noi cresciamo dentro e fuori. In estate la vegetazione è in piena crescita, dovremmo esserlo sempre anche noi.

L’insegnamento di Gesù è stato un grande cammino verso l’incontro, senza esclusione, ma di totale e disarmata apertura. È stato un grande rivoluzionario, si è fermato ed ha aperto le porte del Suo cuore a ogni individuo, soprattutto coloro che la società metteva al bando, trascurava, condannava. Com’è bello leggere quelle pagine di Vangelo ove prostitute, funzionari statali, atei, delinquenti, mendicanti, lebbrosi si sentono accettati, vengono ascoltati e da subito perdonati e sospinti a vivere una vita migliore. Si avverte nei Suoi gesti e nelle Sue parole un grande amore e soprattutto piena fiducia nei confronti di ogni essere umano. Spesso, purtroppo, è il sentirsi sbagliato, l’ignorante certezza di non poter cambiare, che ci ferma, che ci fa continuare sulla strada sbagliata. Basta una persona sincera che crede in noi, che in noi ha fiducia, e ci sentiamo già meglio, cresce in noi qualcosa di diverso. Gesù era consapevole che ognuno di noi, nessuno escluso, è un essere umano e come tale porta dentro di sé la scintilla del Divino. Non solo Lui, ma tutti i grandi profeti e saggi di qualsiasi religione hanno mostrato a noi tutti questa certezza e l’hanno testimoniata con la loro vita.

In estate la natura dentro e fuori di noi ci spinge verso l’altro. Non smorziamo questo istinto, non limitiamolo alla frivola curiosità ed al giudizio, ma apriamoci al sentire del cuore ed incontriamo ascoltando, aprendoci con fiducia e consapevolezza. In questo modo coglieremo tanto, sentiremo in noi crescere la vita. Sempre Gesù ci ha lasciato una grande consapevolezza, ossia che quando due persone s’incontrano nel suo nome Lui è presente. Ebbene, credo che quando avviciniamo l’altro con apertura di cuore siamo sicuramente in quello stato, sia che crediamo o meno nei dogmi della chiesa. Ecco che allora non siamo in due, ma siamo in tre, e la vita si apre all’infinito.

L’estate è la stagione dell’amore, e questo sentimento diviene vivo solo quando non siamo soli. Possiamo amare solo l’altro, altrimenti è egoismo. Se amiamo veramente, l’io non esiste più, ed anche l’altro scompare: esiste solo il noi. Possiamo veramente sperimentare quell’unione, quell’unicità che ci rende fratelli e sorelle, non perché apparteniamo a qualche gruppo o partito, ma semplicemente perché siamo esseri umani. E come dicono i Buddisti, la rinascita umana è la più grande occasione che ci possa capitare, non sprechiamola.

Buona estate e buon incontro.

Questo scritto lo trovate pubblicato sul bollettino estivo 2014 della Parrocchia di Bormio.

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