Insieme in cerchio

La Relazione

Autore

Antonio Sisana

Dialogo con se stessi e con gli altri: peculiarità dell'essere umano

RELAZIONE

Ognuno di noi è un essere vivente unico e irripetibile, un punto ineguagliabile in cui l’Infinito e l’Eterno si incrocia e manifesta nei limiti del tempo e dello spazio. Siamo singoli individui che si diversificano tra loro ed allo stesso tempo appartengono ad un unico Essere, come singole cellule di un unico organismo vivente.
Ciò che siamo come individui si esprime e manifesta nel momento in cui esteriormente entriamo in relazione con altri individui, e da loro ci differenziamo. In questo confronto, in questa relazione io sono e l’altro, gli altri, sono, diversi da me. Qui abbiamo un dialogo che si manifesta attraverso i sensi, osservando, toccando, annusando, parlando, ed anche in modalità più sottili, per molti non consapevoli. Questa la possiamo chiamare relazione esterna o esteriore.
Ma ciò che siamo esteriormente, in rapporto alla cultura, società, incontri con gli altri, si mette in relazione anche con ciò che realmente ognuno di noi è, quell’Essere unico, Infinito ed Eterno che si manifesta nei limiti del tempo e dello spazio dell’esperienza terrena, ma che ad essa non appartiene veramente. Anche con Ciò che realmente Siamo possiamo entrare in relazione attraverso un dialogo interiore, profondo, personale e sostanziale che richiede spesso silenzio, meditazione, presenza, contemplazione. Questa la possiamo chiamare relazione interna o interiore.

Ognuno di noi conosce e comprende se stesso attraverso questi due processi relazionali: interiormente con ciò che realmente è ed esteriormente con gli altri. Da questi incontri, da queste forme di dialogo quotidianamente ci avviciniamo sempre di più alla comprensione del mistero della vita e di noi stessi, del mondo che ci circonda e dell’universo intero.
Per comprendere realmente, questi due processi relazionali procedono di pari passo e si condizionano, relazionano tra loro, tanto che approfondire una direzione approfondisce l’altra e viceversa. Un percorso di conoscenza vera implica questo duplice cammino, questo duplice respiro.
Non parlo a caso di respiro e di duplicità.
Tutto quanto si manifesta nei limiti di tempo e spazio ha sempre un doppio aspetto altrimenti non può emanciparsi da quanto è la sua Fonte, unica, e non può esprimersi nella materialità della vita terrena. Tutte le tradizioni raccontano questa Fonte come qualcosa di cui non si può parlare, non si può limitare, racchiudere nei termini della vita quotidiana.
Inoltre il respiro ben si adatta al concetto di duplice relazione. Quando inspiriamo portiamo dentro di noi quanto c’è fuori, nella nostra fisiologia l’ossigeno; quando espiriamo portiamo fuori qualcosa che si è formato dentro di noi, nella fisiologia l’anidride carbonica e altri prodotti. Ebbene nel processo relazionale quanto abbiamo appreso dall’esterno entra dentro di noi e dialoga con quanto è il nostro essere; quanto siamo in relazione con ciò che realmente Siamo si esprime fuori da noi e si manifesta nell’incontro con l’altro.
In poche parole la relazione ha due atti, due dialoghi interdipendenti e condizionanti: con me stesso e con gli altri; e quanto viviamo, incontriamo, sperimentiamo, tutto ciò che è quotidianità si riverbera e dialoga in questo modo, condizionandoci.
Ecco, quindi, che la relazione, l’entrare in rapporto con me stesso e con l’altro, è ciò che realmente caratterizza e determina l’esperienza terrena. E’ l’aspetto fondamentale che ci offre l’opportunità di vivere tanto più diviene profonda, consapevole e fondante il nostro cammino. Altrimenti il vivere altro non è che lasciarsi vivere, trasportare inconsapevolmente su sentieri tracciati per noi da altri.

Se è nostra intenzione rendere viva e vitale la nostra esistenza è buona cosa dare tempo, spazio ed importanza alla relazione. Si potrebbe dire che il cammino spirituale in questo mette radice per andare poi verso l’alto, verso quanto è Mistero velato dal vivere comune.

Quanto scritto non vuole e non deve sostituire la diagnosi e il consiglio del proprio medico curante, dello specialista sanitario, ma ha solo carattere divulgativo e fa riferimento ad una lunga ed approfondita bibliografia che ogni lettore può ritrovare in commercio e nelle biblioteche.

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Hazrat Inayat Khan

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