Insieme in cerchio

Il Movimento Sufi

Autore

Antonio Sisana

Piccola introduzione al Movimento Sufi Internazionale legato ad Hazrat Inayat Khan.

Il movimento Sufi venne introdotto per la prima volta nel mondo occidentale nel 1910 da Inayat Khan, l'esponente pioniere del Sufismo. La parola Sufi è simile alla parola Sophia, che significa Saggezza in Greco ed anche in Persiano. Si ritiene che l'idea centrale del Sufismo sia esistita dall'inizio della creazione.

Gli scopi del Movimento Sufi

  1. Realizzare e diffondere la conoscenza dell'unità della religione dell'amore e saggezza, affinché il pregiudizio delle fedi e dei credi possa svanire da solo, il cuore umano possa essere ricolmato d'amore e tutto l'odio causato dalle distinzioni e dalle differenze possa essere sradicato.
  2. Scoprire la luce ed il potere latente nell'uomo, il segreto di tutta la religione, il potere del misticismo, e l'essenza della Filosofia, senza interferire con gli usi o le fedi.
  3. Contribuire all'avvicinamento dei due poli opposti del mondo, l'Est e l'Ovest, attraverso l'interscambio di idee ed ideali, affinché la Fratellanza Universale possa formarsi da sola, e l'uomo possa vedere l'uomo al di là dei ristretti confini nazionali e razziali.

Pensieri Sufi

  • Vi è un solo Dio, l'Eterno, il Solo Essere; null'altro esiste salvo Lui.

Il dio del Sufi è il Dio di ogni credo ed il Dio di tutti. I nomi non fanno alcuna differenza per Lui. Allah, Dio, Dieu, Kuda, o Bhagwan, tutti questi nomi e molti altri sono nomi del suo Dio; e tuttavia per lui Dio è al di là della limitazione del nome. Vede il suo Dio nel sole, nel fuoco, nell'idolo che diverse sette adorano; e Lo riconosce in tutte le forme dell'Universo, tuttavia conoscendoLo al di là di tutte le forme, Dio in tutto e tutto in Dio, essendo Egli il Visibile e l'Invisibile, il Solo Essere. Dio per il Sufi non è solo un credo religioso che gli è stato imposto, ma l'ideale più alto che la mente umana possa concepire. Il Sufi, dimenticando il sé e puntando alla realizzazione dell'Ideale divino, cammina costantemente per tutta la sua vita sul sentiero dell'amore e della luce. In Dio il Sufi vede la Perfezione di tutto ciò che è alla portata della percezione umana; tuttavia sa che Egli è oltre l'umana portata. Lo vede come l'amante del suo amato, e prende ogni cosa nella vita come proveniente da Lui, con perfetta rassegnazione. Il Sacro Nome di Dio è per lui come un farmaco per il paziente. L'Ideale di Dio è per un Sufi come un ascensore con cui innalza se stesso al Fine Eterno, il cui raggiungimento è il solo scopo della vita.

  • Vi è un solo Maestro, lo Spirito Guida di tutte le anime, Che costantemente guida i suoi seguaci verso la Luce.

Il Sufi comprende che sebbene Dio sia la fonte di tutta la conoscenza, ispirazione e guida, tuttavia l'uomo è il mezzo attraverso cui Dio sceglie di impartire la Sua conoscenza al mondo- attraverso un Uomo, tale che è uomo agli occhi del mondo, ma Dio nella sua coscienza. E' l'anima matura che attira benedizioni dai Cieli, e Dio parla attraverso quell'anima. Sebbene la lingua di Dio sia occupata a parlare attraverso tutte le cose, tuttavia, per poter parlare alle sorde orecchie di molti tra noi, è necessario che Egli parli attraverso le labbra dell'uomo. Ciò è accaduto in tutti i periodi della storia, in tutte le epoche. Shiva, Buddha, Rama, e Krishna, da un lato, e Abramo, Mosè, Cristo, e Maometto, dall'altro; e molti altri ancora, conosciuti e sconosciuti, sono stati esempi del Maestro che vive la Vita di Dio con un aspetto umano. In altre parole, i loro vari aspetti umani sono i vari abiti indossati dalla stessa Persona, che appare ogni volta diversa, ma che è sempre la stessa Persona. Quelli che videro la Persona e La conobbero, La riconobbero sotto i diversi aspetti. Quelli che non videro la Persona, ma riconobbero l'abito, si persero. Così come i popoli si sono separati gli uni dagli altri, aggrappandosi alla personalità del Maestro, rivendicando per lui una superiorità rispetto ad altri Maestri e denigrando il Maestro tenuto in altrettanta considerazione da altri, allo stesso modo sono state causate le guerre di religione e le divisioni tra i figli di Dio. Il Sufi ha riconosciuto la Persona e non l'aspetto ed ha visto un solo Maestro in tutti i diversi nomi e le diverse forme che sono costantemente venute a risvegliare l'umanità dal sonno di questa vita di illusione, ed a guidare l'uomo avanti verso la Perfezione divina. Man mano che il Sufi progredisce in questa visione, riconosce il suo Maestro, non solo nei Santi ma anche nel saggio, nel folle, nel santo e nel peccatore, senza permettersi mai di perdere di vista il Maestro che è Uno solo ed il Solo che può essere e che sempre sarà.

  • Vi è un solo Libro Sacro, il sacro manoscritto della Natura, la sola scrittura che può illuminare il lettore.

Il Sufi, quando l'occhio della sua anima è aperto e la sua vista è acuta, legge nel manoscritto della Natura la legge divina, che è stata letta nella stessa fonte ed insegnata dai Maestri dell'umanità ai loro seguaci. Sebbene il linguaggio non sia sufficiente ad esprimere la Verità interiore, tuttavia quel poco che poteva essere espresso a parole è stato scritto con una penna e trasmesso alla posterità di volta in volta come un libro sacro. L'uomo ha lottato e disputato sull'autenticità di questi libri, e non ha voluto accettare un altro libro di contenuto simile; così ha formato diverse sette, aggrappandosi al libro e perdendone il senso, Il Sufi in tutte le epoche ha rispettato tali libri, ed ha rintracciato nel Vedanta, Zendavesta, Kabbala, Bibbia, Corano, ed in tutte le altre sacre scritture, la stessa verità che egli legge nell'incorruttibile manoscritto della Natura, il solo Libro Sacro, il modello perfetto e vivente che insegna la legge interiore della vita. Tutte le scritture, davanti al manoscritto della natura, sono come piccole pozze d'acqua davanti all'oceano. Agli occhi del veggente ogni foglia dell'albero è una pagina del Libro Sacro che contiene la rivelazione divina, ed in ogni momento della sua vita è ispirato dalla lettura e dalla comprensione del sacro alfabeto della Natura.

  • Vi è una sola Religione, il costante progresso nella giusta direzione verso l'Ideale, che realizza lo scopo della vita di ogni anima.

Il termine in Sanscrito per Religione è Dharma, che significa dovere. Il dovere di ogni individuo è la sua religione. "Ogni anima è generata con un determinato scopo, e la luce di quello scopo è accesa nella sua anima" (Sa'di). Ciò spiega perché il Sufi permette, con tolleranza a chiunque di percorrere il proprio sentiero e non paragona i principi degli altri con i propri, ma concede libertà di pensiero a chiunque perché egli stesso è un libero pensatore. La religione, nella concezione del Sufi, è la strada che porta l'uomo verso l'ottenimento del suo ideale, sia nel mondo come nei cieli. Peccato e virtù, giusto e sbagliato, buono e cattivo, non sono la stessa cosa per ogni individuo; sono diversi in relazione al suo grado di evoluzione ed al suo stato di vita. Quindi, per un Sufi il nome della religione ed il luogo di culto non sono importanti. Tutti i luoghi sono sufficientemente sacri per il suo culto, e tutte le religioni gli portano la religione della sua anima. " Io vedo Te nella Sacra Kaaba, ed anche nel tempio dell'idolo Te io vedo ".

  • Vi è una sola Legge, la Legge di Reciprocità, che può essere osservata da una coscienza priva del sé assieme ad un senso di giustizia risvegliato.

L'uomo passa la sua vita nella ricerca di ciò che egli ritiene utile per lui, ed è così assorbito dai propri interessi che col tempo perde anche la traccia del proprio interesse. L'uomo fa le leggi a sua misura, così che egli possa prendere il meglio da un altro, e chiama tutto ciò giustizia. Riconosce l'ingiustizia solo quando gli viene fatta da un altro. Egli, pertanto non potrà condurre una vita pacifica con i suoi amici uomini, finché il senso di giustizia non venga risvegliato in lui da una coscienza priva del sé. Così come le autorità giudiziarie del mondo intervengono tra due persone che sono in disaccordo, sapendo che hanno un diritto di intervento quando le due parti in causa sono accecate dall'interesse personale, allo stesso modo l'Onnipotente Potere interviene in tutte le dispute siano esse grandi o piccole. È la legge di reciprocità che salva l'uomo dall'esposizione ai Poteri Superiori, come un uomo assennato ha minori possibilità di essere trascinato davanti alla corte. Il senso di giustizia è risvegliato in una mente perfettamente sobria che sia libera dall'intossicazione della gioventù, della forza, del potere, del possesso, del comando, della nascita o del rango. Quando uno non dà, ma prende, o quando dà meno di quanto prende, sembra realizzare un profitto netto, ma in tutt'e due i casi, vi è in realtà una perdita più grande del profitto, perché ognuno di tali profitti getta una cortina sopra il senso di giustizia interiore, e allorché parecchie cortine di questo tipo velano la vista, l'uomo diviene cieco anche per i propri interessi. È come nella luce di se stessi "Cieco qui, rimane cieco anche più avanti". Vi sono diverse leggi insegnate dalle diverse religioni, che insegnano a vivere armoniosamente e pacificamente con i nostri amici uomini, ma tutte si ritrovano in questa unica verità: "Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te". Il Sufi ricevendo un favore da un altro ne accresce il valore, e ricevendo un trattamento scortese da un altro, chiede scusa. Se prende delle misure contro un altro, lascia un margine perché sa che l'egoismo gioca un ruolo in tutto ciò, e facendo un favore a qualcuno, vi aggiunge tutto ciò che può. Per quelli che hanno rinunciato, è consigliabile una vita nella foresta, per il generoso è consigliabile una vita di isolamento; ma per quelli che vivono in mezzo alle lotte del mondo è necessario un giusto senso di reciprocità.

  • Vi è una sola Fratellanza, la fratellanza umana, che unisce i figli della terra nella Paternità di Dio.

Il Sufi capisce che l'Unica Vita emanante dall'Essere Interiore si manifesta superficialmente come la vita della varietà; in questo mondo di varietà l'uomo è la manifestazione più fine, e nella sua evoluzione può realizzare l'Unicità dell'Essere Interiore anche nell'esistenza esterna della varietà. Ma egli evolve verso il suo Ideale, che è il solo scopo della sua venuta sulla terra, unendosi ad un altro. L'uomo si unisce con altri nel legame familiare, che è il primo gradino nella sua evoluzione. E tuttavia le famiglie, nel passato, hanno combattuto le une contro le altre, ed hanno dimostrato uno spirito di vendetta reciproco per generazioni, poiché ognuna considerava la propria causa come la sola vera e giusta. L'uomo oggi dimostra la sua evoluzione unendosi ai suoi vicini ed ai suoi amici-cittadini, ed anche sviluppando in se stesso lo spirito di patriottismo per la sua nazione. Da questo punto di vista è più grande dei suoi predecessori. E tuttavia gli uomini, così uniti su base nazionale, hanno causato la recente catastrofe, che non ha paragoni nella storia; e tutto ciò sarà visto dalle generazioni future così come noi oggi guardiamo le faide familiari del passato. Vi sono i vincoli razziali che allargano il cerchio dell'unità ancor di più; ma è sempre successo che una razza abbia guardato un'altra dall'alto in basso. I vincoli religiosi mostrano un ideale ancora più alto nell'uomo; ma esso ha generato diverse sette che si sono opposte e disprezzate l'un l'altra per migliaia di anni ed hanno causato scissioni e divisioni fra gli uomini. Ed anche in un campo così grande di fratellanza il germe della separazione esiste. E per quanto estesa possa essere la fratellanza, finché separa l'uomo dall'uomo, non potrà essere una fratellanza perfetta. Il Sufi, comprendendo tutto ciò, si libera dei limiti nazionali,razziali e religiosi, unendosi nella fratellanza umana la quale è priva di differenze e distinzioni di classe, casta, credo, razza, nazione o religione, e unisce l'umanità nella Fratellanza Universale.

  • Vi è un solo Principio Morale, l'amore che sgorga dalla negazione di sé, e fiorisce negli atti di generosità.

Vi sono principi morali insegnati all'umanità da vari Maestri, da varie tradizioni, una diversa dall'altra, le quali sono gocce separate provenienti dalla fonte. Ma, allorché guardiamo il ruscello che, cadendo, si trasforma in molteplici gocce, rileviamo che vi è un unico ruscello. Vi sono molti principi morali, come molte sono le gocce che cadono dalla fonte, ma vi è un solo ruscello. È l'amore che fa nascere la speranza, la pazienza, la costanza, l'indulgenza, la tolleranza, e tutti i principi morali. Ogni atto di generosità si radica nel terreno di un cuore che ama. La generosità, la carità, l'adattabilità, una natura accomodante, anche la rinuncia sono figlie solo dell'amore. I grandi esseri, rari e scelti, che, nel mondo, in tutte le epoche, sono stati considerati ideali, sono i possessori di cuori accesi dall'amore. Tutti i mali ed i peccati vengono dalla mancanza d'amore. La gente dice che l'amore è cieco, ma in realtà è la luce della vista. Gli occhi possono vedere solo la superficie, l'amore può vedere più in profondità. Tutta l'ignoranza è mancanza d'amore. Così come il fuoco quando non è ben acceso produce solo fumo, ma quando è acceso sprigiona la fiamma illuminante, così è con l'amore: è cieco quando non è sviluppato, ma quando il suo fuoco è acceso, scaturisce la fiamma, che illumina il cammino del viaggiatore dalla mortalità alla Vita Eterna; i segreti della terra e del Cielo sono svelati al possessore di un cuore che ama, Chi ama ha conquistato la maestria su se stesso e su gli altri, e non solo è in comunione con Dio, ma è unito a Lui. "Salve a te, o amore, dolce follia, tu che sani tutte le nostre infermità, sei il medico del nostro orgoglio e della nostra presunzione di sé, sei il nostro Platone ed il nostro Galeno!" (Rumi).

  • Vi è un solo Oggetto di Lode, la bellezza che innalza il cuore del suo devoto, attraverso tutti gli aspetti dal visibile all'Invisibile.

"Dio è bello ed ama la bellezza" (Corano). Ciò significa che l'uomo, che eredita lo spirito di Dio, ha in sé la bellezza ed ama la bellezza, anche se ciò che è bello per qualcuno non è bello per qualcun altro. L'uomo coltiva il senso della bellezza man mano che evolve , e preferisce i più alti aspetti della bellezza rispetto ai più bassi. Ma quando, attraverso una graduale evoluzione dalla lode della bellezza nel mondo visibile, ha osservato la più alta Visione di Bellezza nell'Invisibile, allora l'intera esistenza diviene per lui un'unica Visione di Bellezza. L'uomo ha adorato Dio, vedendo la bellezza del sole, della luna, delle stelle e dei pianeti; ha adorato Dio nelle piante e negli animali; ha riconosciuto Dio nelle stupende qualità dell'uomo; ed ha, con la sua perfetta visione di bellezza, trovato la fonte della bellezza nell'Invisibile, da Cui tutto sgorga ed in Cui tutto si fonde. Il Sufi, comprendendo tutto ciò, adora la bellezza in tutti i suoi aspetti, e vede il volto dell'Amato in tutto ciò che è visibile, e lo spirito dell'Amato nell'Invisibile. Così in qualsiasi luogo posi lo sguardo, il suo ideale d'adorazione è di fronte a lui: "Ovunque io posi lo sguardo, vedo il Tuo Volto vittorioso; ovunque vada, giungo alla Tua dimora".

  • Vi è una sola Verità, la sincera conoscenza del nostro essere interiore ed esteriore, che è l'essenza di tutta la Saggezza.

Hazerat Ali dice: "Conosci te stesso, e conoscerai Dio". E' dunque la coscienza di sé che fiorisce nella conoscenza di Dio? La conoscenza di sé risponde a domande quali: "Da dove vengo? Esistevo prima di diventare cosciente della mia attuale esistenza sulla terra? Se esistevo, come che cosa esistevo? Esistevo come un individuo come sono adesso o come una moltitudine o come un insetto, un uccello, un animale, uno spirito, uno djinn, o un angelo? Che cosa accade dopo la morte, il cambiamento cui ogni essere umano è soggetto? Perché mi trattengo qui un momento? Quale scopo devo raggiungere qui? Qual è il mio compito nella vita? In che cosa consiste la mia felicità, e che cosa rende la mia vita miserabile? "Quelli, i cui cuori sono stati accesi dalla luce dall'alto cominciano a ponderare su queste domande, ma Coloro le cui anime sono già illuminate dalla conoscenza del sé, le capiscono. Quelli che danno agli individui od alle moltitudini il beneficio della loro conoscenza, fanno sì che anche gli uomini, i cui cuori non sono ancora accesi e le cui anime non sono illuminate siano capaci di camminare sul sentiero che porta alla Perfezione. È per questo che ai popoli viene insegnato in varie lingue, in varie forme di culto, in vari principi in diverse parti del mondo l'unica ed identica Verità nei suoi diversi aspetti secondo i tempi e le epoche. I popoli, non comprendendo ciò hanno deriso l'uno la fede dell'altro, condannando gli altri all'Inferno, considerando la propria fede come l'unica vera fede. Il Sufi, riconoscendo la conoscenza di sé come l'essenza di tutte le religioni, ha rintracciato in ogni religione la stessa Verità, e le ha considerate tutte come una sola. Il Sufi, comprendendo il sé, comprende, come fece Cristo, che: "Io ed il Padre siamo uno". La differenza tra la creatura ed il Creatore rimane sulle sue labbra, non nel suo cuore. Questo è ciò che s'intende con unione con Dio. In realtà si tratta del dissolvimento del falso sé, nella conoscenza del Vero sé, che è divino, eterno ed onnipervadente. " Colui che ottiene l'unione con Dio, deve perdere il proprio sé" (Amir).

  • Vi è una sola Via, l'annullamento del falso ego in quello reale, che innalza il mortale all'Immortalità ed in cui risiede la Perfezione.

"Io trapassai dentro un nulla, svanii; ed ecco! Ero completamente vivo". Tutti coloro che hanno compreso il segreto della vita, capiscono che la vita è una, ma che esiste in due aspetti,; il primo, come vita immortale, onnipervadente e silenziosa, e secondariamente come vita mortale, attiva e manifesta nella varietà. L'anima, appartenendo al primo aspetto, si sente ingannata, indifesa, e prigioniera, quando sperimenta la vita in contatto con la mente e col corpo, che appartengono al secondo aspetto. La gratificazione dei desideri del corpo e delle fantasie della mente non soddisfa lo scopo dell'anima, il cui scopo è indubbiamente l'esperienza dei propri fenomeni nel visibile e nell'Invisibile, ma la cui tendenza è di essere se stessa e null'altro. Quando la delusione le fa sentire di essere indifesa, mortale e prigioniera, si sente fuori posto. Questa è la tragedia della vita, che rende il forte ed il debole, il ricco ed il povero tutti insoddisfatti, alla continua ricerca di qualcosa che non conoscono. Il Sufi, comprendendo tutto ciò, sceglie la via dell'annullamento, e, attraverso la guida di un Maestro sulla via, scopre, alla fine del viaggio che la destinazione era lui stesso. "Ho vagato alla ricerca del mio sé. Io ero il viaggiatore ed io sono la destinazione" (Ikbal).

Maggiori informazioni:

  • Sufi Movement
  • Movimento Sufi Internazionale

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