Insieme in cerchio

Fratellanza

Autore

Antonio Sisana

Conferenza di Murshida Dahnya Bozzini - van Gelder.

Sentiamo spesso parlare di fratellanza nei più svariati contesti: razziali, religiosi, politici e perfino negli affari.

Ma cosa sono queste forme di fratellanza e cosa le differenzia?

L’associarsi negli affari ed in politica è di fatto l’unione di individui per un comune interesse di tipo materiale. Sono vere e proprie unioni che hanno lo scopo di proteggere e far sviluppare i loro affari, in genere a spese di qualcun altro. Si tratta di vere e proprie alleanze opportunistiche che al variare delle situazioni e delle condizioni si possono sciogliere molto facilmente, proprio perché si basano su interessi materiali, quindi transitori. In questo contesto il termine "fratello" ha soltanto lo scopo di rafforzare il concetto di unione.

L’ideale di fratellanza religiosa, invece, è più elevato ed unisce gli individui di un certo credo in una certa pratica religiosa e nel nome di Dio. Seppur con un ideale più elevato, tuttavia anche questa, mentre unisce alcuni, allo stesso tempo esclude coloro che non seguono quella specifica pratica religiosa. Questo ha creato molte sette in lotta fra loro. Quindi, anche questa è una fratellanza che in un modo o in un altro divide.

Ma possono essere definite, visto che in qualche modo dividono gli individui, una vera fratellanza?

La vera fratellanza è una fratellanza universale che unisce, senza distinzioni di sorta, tutti gli esseri umani nella paternità di Dio. Tutti i messaggeri che sono venuti sulla terra hanno portato il messaggio di fratellanza universale di tutti gli esseri umani nella paternità di Dio, senza distinzioni di religione, casta, ecc. e questo è anche il tema centrale di tutte le grandi religioni.

Questo perché la Fratellanza è un’inclinazione naturale del cuore umano e quindi di tutti gli esseri umani. Ed è presente nel nostro cuore fin dalla nascita, però è un sentimento che deve essere coltivato, curato affinché possa produrre i suoi frutti. Perché in questo sta lo scopo della nostra vita. Non vi è dubbio che la prima forma di fratellanza sia quella di unirsi con un’altra persona per formare una famiglia. Ma questo è soltanto il primo passo.

In una famiglia è bene che i figli riconoscano nei loro familiari i loro fratelli, ma poi dovremmo invitarli ad immaginare la loro città, la loro nazione ed il mondo intero come una grande famiglia.

Nei secoli il concetto di fratellanza ha sicuramente subito un’evoluzione da una dimensione familiare, ad una feudale per arrivare ad un livello nazionale e di gruppi di nazioni. Però questo, purtroppo, non ha certo diminuito i conflitti, anzi! Perché è stata mantenuta la tendenza di creare differenze e di guardarsi l’un l’altro dall’alto in basso con diffidenza e distacco. I conflitti, purtroppo, sono addirittura peggiorati passando dalla dimensione della “vendetta familiare” a vere e proprie catastrofi mondiali.

Proprio nei nostri tempi è di fondamentale importanza comprendere che le basi per uno sviluppo continuo del concetto di fratellanza sono all’interno della nostra. famiglia. Dove è opportuno insegnare ai nostri figli che siamo tutti fratelli nella paternità di Dio, senza distinzioni di razza, credo e casta. Infatti, il miglioramento del mondo dipende in gran parte dallo sviluppo delle generazioni a venire e l’ideale di fratellanza dovrebbe essere insegnato prima di tutto in casa.

Qual è il modo migliore per insegnarlo?

È quello di viverlo noi stessi, diventando esempi per i figli vivendo la fratellanza fra noi genitori e poi fra genitori e figli, in modo che si crei un sincero sentimento d’amicizia.

Il rischio oggi è che vivendo in una società così frenetica, complessa e competitiva, essendosi quindi allentati i legami di famiglia non si possa più decidere autonomamente ma ci si comporti secondo dei modelli che vengono decisi, e somministrati come modelli di riferimento, da altri. Arrivando così ad agire quindi come degli automi, dei meccanismi nei rapporti familiari senza essere consapevoli degli effetti che si possono generare a livello individuale ma anche sociale.

È importante quindi creare un rapporto di amicizia vera fra i familiari, che ci unisca in un vero rapporto umano di amicizia, solidarietà e comprensione, sia nei momenti di gioia che di dispiacere.

Ma da cosa nasce quindi la fratellanza?

Nasce dall’amicizia e rappresenta l’Amicizia perfetta. Abbiamo sentito dalle scritture Buddiste: “Riconosci come amici veri coloro che sono sempre servizievoli, eguali nella gioia e nel dolore, coloro che ti indicano ciò che è profittevole, coloro che sono compassionevoli.” Questo dovrebbe essere il nostro atteggiamento verso gli altri in ogni situazione della vita.

La natura ci fornisce continui esempi di quello che è lo spirito di fratellanza. Un esempio sono gli stormi di uccelli che volano assieme nel cielo, oppure le mandrie di animali nei campi che vivono e si muovono insieme, vivendo la realtà dell’essere uniti e quindi della dimensione collettiva. Questa tendenza è ovviamente presente da sempre in tutti gli esseri umani, anche se vediamo nella nostra società molto spesso l’affermazione e la diffusione del contrario cioè dell’individualismo e della competizione, cercando di prendere il meglio degli altri in ogni situazione. Dovremmo invece comportarci lealmente in ogni situazione o contesto, non soltanto negli affari.

Soltanto nella fratellanza universale l’uomo può essere felice, accettando ed amando completamente il suo vicino, i suoi simili in una dimensione globale, completa. Questa dimensione porta soddisfazione a noi e felicità al nostro vicino. A tal proposito le scritture Ebraiche ci indicano: “ Ama il tuo prossimo come te stesso:” In altre parole la fratellanza crea felicità.

Quando guardiamo la fratellanza da un punto di vista più profondo ci possiamo rendere conto che nello spirito di fratellanza è nascosta una via verso l’illuminazione ed è la via per sviluppare la spiritualità. È nell’essere utile agli altri che trova un senso la nostra vita, cominciando a considerare i propri obblighi, mantenendo la propria parola ed essendo sinceri con ognuno. Le scritture Indù ci indicano infatti che: “l’essere che Mi vede ovunque e vede tutto in Me non è mai separato da Me, come Io non sono mai separato da lui.”

Ecco quindi perché la tendenza alla fratellanza sorge dal cuore che è sintonizzato con il proprio diapason, che è quindi in armonia con se stesso. Abbiamo sentito dalla Divina Sinfonia che: “quando il cuore umano prende coscienza di Dio diventa come il mare: estende le sue onde agli amici e nemici.” In questo modo il messaggio di fratellanza diventa un messaggio di simpatia e di armonia verso se stessi e gli altri.

Ecco perché il misticismo promuove la fratellanza universale, ama ogni essere umano e non chiede quale sia la sua religione o credo, razza o casta. Il Sufi, quindi, riconosce Dio in ogni essere umano ed in ogni essere vivente; e vedendo Dio vede se stesso in ogni altro essere. Quando questo sentimento di fratellanza è sorto non si vedono più i difetti e gli errori delle altre persone e si diventa tolleranti anche verso noi stessi. Tutti coloro che sono sulla strada spirituale dovrebbero lavorare per diffondere con il proprio esempio l’ideale ed il messaggio di fratellanza nella Paternità di Dio, che è la strada per il raggiungimento spirituale. È un processo che si sviluppa progressivamente nel tempo e che richiede la Ns. massima attenzione, cura ed energia perché possa produrre i suoi frutti.

Abbiamo letto prima dalla Divina Sinfonia: ”Considero le mie azioni nei riguardi di ogni uomo come azioni verso Dio ed accetto le azioni di ogni persona nei miei confronti come azioni di Dio”. Dobbiamo infine anche essere consapevoli che ciò che conta è soltanto ciò che diamo agli altri e quindi la focalizzazione dei nostri pensieri e delle nostra attività deve essere sul “Tu non io”.

Per maggiori informazioni:
Movimento Sufi Internazionale Italia

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