Insieme in cerchio

Buon Solstizio d'Inverno

Autore

Antonio Sisana

L'apertura di un grande portale

BUON SOLSTIZIO D’INVERNO

Siamo ormai arrivati al Solstizio d’Inverno. Il termine solstizio sembra derivi dal latino e significa “sole fermo”; il sole termina la sua “calata” rispetto all’equatore, tocca il punto più basso all’orizzonte e quindi si trova nel punto maggiormente vicino alla Terra, ma siccome i suoi raggi arrivano fortemente inclinati non avvertiamo un grande calore.

Da sempre questo momento dell’anno è stato oggetto di rituali e feste in quanto rappresenta un passaggio molto importante e magico per chi è vicino alla natura, al mondo siderale e invisibile oltre che a quello manifesto e tangibile. Quest’anno è un passaggio molto importante, potente, forte, sostanziale, lo affermano molti maestri, insegnanti, astrologi, lo sentiamo dentro di noi che siamo a contatto con la Vita esteriore e soprattutto interiore.

Il Solstizio d’Inverno è momento del “dominio del basso”. Dal Solstizio d’Estate la luce tende a farsi meno e raggiunge il minimo rispetto al buio proprio in quello d’inverno. In Autunno la Natura, gli Alberi esprimono l’ultimo canto esteriore manifestando colori cangianti per poi lasciare che tutto cali verso il basso. Passeggiando per il Bosco la maggior parte degli Alberi sono nudi, non si ode nessuna voce, non parlano, non cantano, sembra ci sia solo silenzio e morte. In realtà sussurrano, sono tutti raccolti nelle loro radici, sotto, nel calore di Madre Terra, si riposano, si abbracciano allungandosi ed unendosi tra di loro, si nutrono e si amano. Sono nella Terra, bisbigliano, attendono, nutrono quella profonda fiducia e quella comunicazione fraterna che li rende vicini e presenti.

Il Solstizio d’Inverno è un portale magico che si apre, raccoglie e si chiude portando dentro di sé quello che nei mesi seguenti, il Sole, crescendo, estrarrà facendone materia. Nel “dominio del basso” ove vi è la massima potenza e forza della Terra in essa poniamo quel seme che rappresenta la nostra volontà, ciò in cui crediamo, ciò che per noi è il senso profondo della vita, ciò che siamo. Così hanno fatto gli alberi quando erano semi, si sono lasciati attrarre dalla Terra e l’hanno impregnata della loro volontà, piccoli embrioni che già si vedevano e sentivano Albero, già avevano la certezza di quello che sarebbero diventati. Una volontà che deposta con totale fiducia nella matrice terrena si è lasciata poi trasportare e nutrire dall’energia solare per divenire nel tempo espressione e dono di frutti.

Così possiamo fare noi, durante questo tempo d’autunno abbiamo avuto occasione di tornare alle nostre radici, ossia dentro di noi per liberarci della nostra personalità, delle credenze, delle maschere di ciò che non siamo e ricondurci all’Essenza di ciò che siamo realmente. Abbiamo potuto riconnetterci in modo unico e potente alla nostra Anima e da questa possiamo ora muovere quel gesto e riporre il nostro seme in questo momento in cui la Terra si apre e ci offre il suo più potente magnetismo. Abbiamo buttato via ciò che è disuso, che non ci appartiene, che si chiude con il vecchio ciclo e siamo consapevoli e pronti di ciò che la Vita è veramente per noi, ciò che la nostra Essenza vuole costruire da oggi, da sempre. Questo è quel seme, quella volontà, quella fiducia, l’ordine che riponiamo nel ventre di nostra Madre nel giorno del Solstizio.

Lo facciamo con fermezza, immobili, decisi, potenti, consapevoli “Imperatori di noi stessi”, certi che la nostra operatività deve essere così e che la risultante oggi non si vede nella materia, ma c’è già nell’invisibile. Siamo decisi operatori nel mondo della volontà, della coscienza, del campo quantico e a suo tempo, quando il Sole sarà alto e forte siamo certi che anche nel mondo della materia vedremo il frutto. Il frutto di un mondo nuovo, di un nuovo paradigma, di una nuova umanità che è già sorta dalle prime macerie di quella che ormai vecchia sta crollando.

Tale certezza è figlia dell’aver cominciato a creare partendo dal nostro nucleo divino, da quella forza erotica e potente che si eleva dal cuore, nostra essenza solare, ciò che realmente siamo. Abbiamo questa fiducia perché sentiamo e siamo presenti a molte altre persone che come noi stanno muovendosi in questa direzione, ognuno con le proprie gambe, ora non ci sentiamo più soli. Siamo tanti, già ci sentiamo uniti, possiamo condividerci, parlarci dal cuore, costruire questo enorme cerchio che come una grande spirale energetica comincerà lentamente, ma inesorabilmente a creare anche nel mondo della materia. Quanto c’è già nell’invisibile! Quanta bellezza, quanta gioia, quanto amore! Lo metteremo assieme, ci sentiremo fratelli e sorelle, saremo la nuova umanità!

Forza, in questi ultimi giorni alziamoci in piedi, soffiamo nel vento della fiducia in noi stessi, uniamo e dialoghiamo le nostre radici, teniamo alto il nostro fuoco ed accostiamoci attorno al falò, al Ceppo di Yule che si accende nella notte del Solstizio, nostra vera Festa di Natale, per deporre nella Terra il nostro seme, il nostro ordine,

Lasciamo fuori tutto quanto non ci appartiene, come dice il sommo poeta Dante Alighieri nella Divina Commedia, “Non ti curar (o ragionar) di loro, ma guarda e passa”, ed a chi ancora lotta per mantener in vita il vecchio paradigma, parafrasando una famosa frase del alchimista Cagliostro, “lasciamogli la nostra vecchia carcassa, noi siamo già altrove”. Le nostre energie non sprechiamole in lotte vane e mondane in cui si muovono le solite dinamiche, le antiche regole, lasciamo che il vecchio mondo crolli, andiamo altrove e prendiamoci cura l’un l’altro parlando e comunicandoci da cuore a cuore.

 

Siamo già in tanti siamo già altrove, siamo già.

 

Buon Solstizio d’Inverno, ciò che sono è qui attorno al falò di Yule a deporre con entusiasmo il proprio seme, a chiudere il suo Ordine.

Confido che anche tu sia qui con me, anzi sento che già ci sei.

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