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22 Giugno 2011

Tempo d'estate

Categoria: Blog

Stagione della piena manifestazione della natura e dell'uomo

Tutto si colora sullo sfondo verde intenso di erba, foglie e gambi. E’ un brulicare di piccola vita tra fiori e frutti: api che succhiano nettare, farfalle che sorvolano liete, cicale che cantano, grilli e cavallette che saltano, formiche che arrampicano, vespe che costruiscono le cellette d’adibire a casa per le future generazioni, millepiedi che corrono, maggiolini che portano fortuna, libellule che si alzano vicino ai laghetti. Il bosco si riempie di vita umana: famiglie si avventurano per una passeggiata o un semplice pic-nic fuori casa, alpinisti inseguono nuove cime o ripercorrono strade passate, bikers segnano con le loro ruote nuovi itinerari, mamme con i passeggini si attardano nelle ciclopedonali.
Anche per i paesi la vita è più colma, di gente, di turisti, di bambini e ragazzi liberi da impegni scolastici; per le vie dei borghi, nelle piazze, nei crocicchi tipici all’incontro si accorpano e si raccontano le persone. La sera è ancora tiepida, a turno nelle frazioni si arrangiano feste, si organizzano occasioni d’incontro e la vita sembra essere da sempre carica di spumeggiante energia.
E’ l’estate, anche qui in montagna, foriera di luce, di vita e voglia di ritrovarsi. I bambini non vorrebbero mai rientrare in casa, i ragazzi hanno l’ansia di uscire, gli adulti amano far seguire alla cena una bella passeggiata fra le vie del paese e pure gli anziani osano rimanere in giardino o fuori la porta a respirare un poco d’aria.
E’ la stagione in cui la vita esprime se stessa nel modo più intenso, spinge ogni cosa all’esterno, alla crescita, all’espressione. Nella natura, con fiori e frutti, nell’essere umano, parte di essa, che sente la voglia di recarsi ad incontrare.
L’estate ci spinge verso gli altri, ci ricorda che nulla siamo senza coloro che vivono, accanto a noi, la medesima esperienza terrena. Mentre d’inverno abbiamo lasciato che la solitudine e l’introspezione avessero più forza, ed in primavera ci siamo sentiti rinascere, ora avvertiamo l’esigenza di confrontarci, di vivere con l’altro.
E’ importante che ci rendiamo conto, nel profondo della nostra esistenza, che solo nell’altro, nel diverso, nell’essere che la vita ci fa incontrare, possiamo crescere e conoscerci. Si, conoscere l’altro significa conoscere se stessi. L’introspezione, l’entrare nel nostro intimo, scandagliare le nostre pulsioni, tutto questo non è che un piccolo tassello. Ciò che ci permette di conoscerci veramente è l’incontro con l’altro.
Oggi più che mai vogliono farci credere che il diverso è pericoloso, che va tenuto a debita distanza, che va controllato. In verità il diverso va conosciuto ed una volta conosciuto, solo allora, possiamo comprenderlo. Ed una volta compreso diventa parte di noi, non è più diverso, non è più qualcosa o qualcuno di cui avere paura.
L’estate del nostro essere è quell’esigenza profonda d’aprirsi con speranza e fiducia all’altro, pronti a saper ascoltare, nel cuore, esiliarsi dai luoghi comuni per trovare uno spazio in cui, nudi alla vita, ci si scopre fratelli. Questo spazio è il vero luogo sacro, l’altare della vita, ove Dio è presente con maggiore forza. E’ vero luogo di culto, cerchio magico in cui l’esistenza ritrova i suoi passi.

Questo pezzo è pubblicato sul Bollettino della Parrocchia di S.Gervasio e Protasio di Bormio nel numero estivo 2011

Tags: scrittura


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