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14 Giugno 2011

LIBERO ARBITRIO

Categoria: Blog

Una sola magia, due suoi utilizzi...

Ada stava diventando una strega provetta sotto l’abile guida della zia Lucilla, donna dalle mille formule e grandi sortilegi. La giovane, orfana dalla nascita, era stata allevata da colei che era considerata nel mondo segreto della magia la regina di tutte le streghe. Ada era stata da subito iniziata alla magia nera ed ora era il braccio destro di Lucilla. Lei ne era fiera e confidava di lasciarle in eredità lo scettro del suo potere. Già da anni la giovane compiva grandi sortilegi e malefizi ed in paese era temuta da molti, nonostante l’ammaliante bellezza che la contraddistingueva. Un giorno Lucilla partì all’insaputa della nipote per incontrare il famoso mago Archede, uomo dalle mille virtù, che stava intralciando il lavoro della strega. Archede era un maestro di magia bianca con il compito di difendere il mondo dalle forze del male, dalle cattiverie degli esseri perfidi e maligni. I due si scontrarono nella “Terra di Nessuno”, luogo neutro e libero da qualsiasi ingerenza, e fra loro ci fu una dura lotta di poteri e magia, cruenta e senza regole, vinta in extremis da Archede. Egli confinò la strega nella lontana “terra dell’oblio”, trasformata in pietra sotto le viscere della terra. L’assenza della zia preoccupava Ada, ormai pronta per l’ultima iniziazione e divenire strega, quella più difficile e importante: la via senza ritorno. Da lì più nessuno poteva riportarla indietro, sarebbe stata posseduta totalmente dalle forze del male, come Lucilla, unica in grado di pronunciare l’ultimo insegnamento. Il distacco provocò in Ada profondo smarrimento e grande dolore e questi piano piano si trasformarono in una penosa malattia. Ella non riusciva più a dormire e un terribile dolore al petto la opprimeva sempre più. Con i suoi poteri non riusciva a fare nulla, la zia Lucilla non tornava, e per questo aveva interpellato molti medici, ma nessuno di loro era riuscito a trovare una cura. Per questo Ada li aveva maledetti procurando loro grandi dolori, ma questo non faceva altro che darle un fugace sollievo e nulla più. Un giorno giunse in paese un giovane medico capace di risolvere molti problemi, ed ella volle consultarlo. Egli non era un comune conoscitore della scienza medica, in realtà era un profondo cultore della via esoterica: comprese che Ada era soggetta ad una malattia difficile da risolvere. Non si perse d’animo, rassicurò la giovane, prese del tempo tutelandosi da ogni possibile azione negativa, e si rivolse al suo grande maestro, il mago Archede. Egli riconobbe la vita della giovane e comprese come occorresse una forte azione per risolvere il problema. Diede delle erbe e delle formule magiche da recitare al medico, il saggio Hafiz, e così cominciò a curare Ada. Hafiz programmò un piano ben preciso: sapeva che se si fosse sbagliato avrebbe perso la sua vita e la possibilità di guarire Ada. Così dapprima incuriosì la giovane dicendole che aveva contratto una malattia poco conosciuta dovuta al sortilegio di un mago che le voleva del male e questo aveva intaccato il cuore. Avrebbe dovuto somministrarle delle erbe capaci di sanare l’organo e poi delle formule maligne capaci di slegarla al sortilegio. Ada era talmente disperata che si fece lusingare e così iniziarono le cure. La giovane peggiorava quando assumeva le erbe, ma credette nell’opera di Hafiz senza perdersi d’animo. Venne il settimo giorno in cui il medico le somministrò la dose più pesante: Ada sentì un forte dolore al petto, comprese che stava per succedere qualcosa di grande, che il cuore si stava riaprendo e ricordò le parole della zia: “Diventerai una strega quando il tuo cuore si chiuderà del tutto”. Riconobbe in Hafiz una forza del bene, ma ormai, sopraffatta dalla potenza dell’erba cadde priva di sensi. Ada restò per sette giorni in coma, accudita dal medico e dal mago Archede, giorni di profonde crisi epilettiche, vomito, sudori, vaneggiamenti. Il settimo giorno si risvegliò dal nulla, ma senza memoria, non si ricordava niente di quanto fosse successo nella sua vita. Archede l’accolse con sé fingendosi lo zio e la condusse nel mondo della magia bianca, le insegnò ogni via e formula magica. Per anni aiutò il saggio lavorando per il bene e divenendo la sua prediletta. Dopo sette anni arrivò il giorno dell’ultima iniziazione ed Archede svelò l’arcano: la condusse nel “mondo delle scelte” risvegliandola dall’incantesimo che aveva compiuto nei giorni del coma. Ada ricordò tutto quanto. “Mia cara Ada, ora conosci la verità, l’intera storia della tua vita. Sei arrivata alla soglia della tua scelta e questo è per te un giorno importante. Hai conosciuto la dualità del mondo, in essa vi è il bene ed il male. Hai compreso che la magia altro non è che la conoscenza del mistero della vita. La capacità di usare i poteri magici l’hai ottenuta conoscendo te stessa. Ora sei consapevole che tale potere sorge dall’Unica Fonte, neutra, quella della creazione. La sua direzione nel mondo duale dipende da noi. Esiste Una sola Magia, ma stà a noi scegliere quale direzione darle: quella del male e quindi della stregoneria, o quella del bene e quindi della magia bianca. Sei stata ad un passo per divenire strega ed ora sei ad un passo per divenire fata. Oggi può scegliere: dipende dal tuo Cuore. Affinché tu diventi una Fata in grado di aiutare il mondo sulla via del bene deve aprirsi, spalancarsi all’Amore. Perché tu possa diventare una Strega ed aiutare il mondo sulla via del male deve chiudersi del tutto e volgere all’Odio. Il mondo ti offre questa possibilità, perché ricordati, tutto nasce dall’Unica Fonte e noi ne diamo la direzione attraverso il libero arbitrio.”. Disse Archede. Comparve anche la zia, la strega Lucilla, davanti, alla sinistra di Ada, mentre alla destra vi era Archede. In quel istante una voce dall’alto pronunciò: “In tuo potere vi è la decisione: strega o fata, dipende da te”. Fu così che Ada scelse la sua strada e facendolo dimenticò la via opposta.

Tags: scrittura


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