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15 Luglio 2011

Incontro con il Saggio

Categoria: Blog

Di fronte al Saggio ci si può solo inchinare

Parlami, o saggio, raccontami della Primavera!
«La Primavera è tutto ciò che nasce e prende a crescere: un essere vivente, un’idea, un’azione, un rito, tutto quanto nasce ha in sé la qualità del tempo primaverile. E’ la nascita e con lei i primi passi do ogni cosa. E’ una stagione, un’età, una fase, un inizio. E’ madida di potenzialità, è ricca di energia, piena di entusiasmo. Ha forza, spontaneità, ebrezza, e si muove verso l’alto, verso uno scopo, forse lontano, ma con veemenza e volontà. E’ piena di colori, ma in lei prevale il verde, l’azzurro ed il giallo. E’ tempo della terra, della forza materiale, del corpo e della natura».
E invece che mi dici dell’Estate?
«L’estate è tutto ciò che cresce e raggiunge la maturità. Sono i passi consapevoli della vita, è quella crescita che arriva al compimento. Nel tempo d’estate ogni cosa esprime tutta se stessa, agli altri, si espone, vive in comunione, si mostra nella sua totale bellezza fisica. Le potenzialità si sono direzionate, hanno trovato il loro sentiero e camminano decise. E’ tempo che si muove in ogni dove, si esprime in molti modi, ed è energia che non si risparmia: mille colori, soprattutto rossi, arancioni e vivi, mille espressioni, mille parole e molto ancora. E’ tempo del fuoco, della forza che trasforma, della volontà e dell’amore»
Ad essa segue l’Autunno!
«L’autunno è tutto ciò che raggiunge la maturazione, e maturo osserva ciò che è stato alla luce di ciò che è. In estate si matura in corpo, in autunno si matura in corpo, mente ed anima. Ciò che esprime nella sua maturità è l’inizio della saggezza, ma lo fa cominciando a donarsi verso gli altri. Non vi sono più potenzialità e crescita, ma il compimento chiede la riflessione sul cammino e sul risultato. Non vi è giudizio, ma accettazione e condivisione. Non vi è avidità, ma saggezza che sa tenere a sé il necessario e dare agli altri ciò che spetta. Nella stagione dell’autunno la natura ha dato i suoi frutti, ed essi sono compimento di quanto è stato nella primavera e nell’estate. La natura non li conta, non li giudica, ma li offre come semplice e naturale compimento del ciclo della vita. Così ogni cosa nel suo autunno mostra ciò che è stato il suo cammino e lo offre a che vuole trarne esperienza e consiglio. E’ tempo dell’aria, che spira in ogni dove, del pensiero, della riflessione che conduce alla saggezza»
E l’inverno è tempo della morte?
«Chi mai ti ha parlato della morte? Essa non esiste! Ove appare è solo illusione e dove si esprime è solo nell’inconsapevole ignoranza di chi osserva. La vita è ovunque ed eterna e nell’inverno della vita si nasconde nella sua più intima espressione. Le cose diventano sagge e la saggezza si accompagna alla sapienza. Chi è saggio non si esprime più a gesti, a parole, a pensieri, ma dona tutto se stesso nel silenzio di uno sguardo. Il saggio non lo puoi riconoscere se non lo cerchi, se non sei pronto a leggere nei suoi occhi. Ed il saggio non si acclama, non cammina a testa alta, non predica su pulpiti e nei templi, ma lo trovi in ogni via, nei bassifondi, nelle cloache della vita, perché in questi luoghi ancora pulsa e vive chi lo cerca. D’inverno tutto tace, nell’esteriore, ma dentro brulica la lotta, la vita, il respiro e l’energia. E’ il tempo in cui le cose e le vicende si spogliano dell’egoismo, si sciolgono all’illusione del proprio ego per divenire mezzo di qualcosa di più grande. Non è il saggio che parla, ma la Saggezza che lo fa attraverso il saggio. Così nell’inverno della vita ciò che muore è l’individuo e ciò che resta e vive è l’Unica Essenza, ciò che siamo. E’ tempo dell’acqua, che sa esser fluida e prender forma di ciò che la vuole contenere, perché in fondo essa è l’Amore, è ciò che siamo. E l’Amore non ha bisogno di nulla per esprimersi, perché tutto è se esso spira»
Dette queste parole il Saggio si alzò da dove era seduto, sulla terra nuda all’ombra di un maestoso pino. Prese il bastone e senza null’altro dire riprese il suo cammino. Per me aveva speso già troppo tempo.

Tags: scrittura


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