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24 Novembre 2011

AMORE ESEMPLARE

Categoria: Blog

Racconto del 2010 confluito nella raccolta "LETTERE DAL FRONTE"

Nonna Adele e nonno Franco si erano conosciuti in occasione della sagra del paese in onore dei patroni, San Gervasio e Protasio. Erano fanciulli, lui quattordicenne e lei dodicenne, poche parole fra loro, qualche gioco in piazza, ma i loro occhi erano sprofondati gli uni in quelli dell’altra toccando il cuore di entrambi. Tempo dopo ci furono altre occasioni, come la messa della domenica, il palio delle contrade, il giorno del carnevale sino a quando, pochi giorni prima della chiamata al fronte, finalmente Franco si fece coraggio dichiarando il suo amore. Gli eventi amorosi, però, furono schiacciati da quelli della grande storia, portando lontano il giovane, in età abile a servire la patria nel secondo conflitto mondiale. Lui partì con la speranza di ritrovare Adele. Lei rimase con l’ansia del ritorno di Franco. Molti eventi segnarono profondamente la vita in quegli anni. Franco poche volte tornò al paese, ma mai ritrovò l’amata, fuggita con la famiglia a Milano da parenti: starsene in luoghi di confine non era consigliabile. Vi furono alcune lettere tra i due che lasciarono unito quel filo d’amore giovanile, parole vergate a fatica da entrambi, visto che le scuole non brillavano d’insegnamento ai quei tempi in paese. Franco attendeva le missive d’Adele, al fronte, le leggeva e rileggeva, come fossero preghiere, nei momenti più bui, e le portava con sé, vicino al cuore, nella tasca sinistra della camicia. Adele conobbe Franco più in quelle parole che di persona: pensieri e racconti di vita militare, a volte frasi più ardite e romantiche, sicuramente sussurrate dai compagni più colti. Le lettere le riempivano le lunghe giornate. A volte rimaneva per giorni in ansia quando tardavano ad arrivare, soprattutto quando Franco fu inviato sul fronte Russo. In quei mesi lei cominciò ad aver paura di non rivederlo, le speranze si smorzavano e solo nelle preghiere trovava ristoro e forza. Successe un giorno, uno di quelli turbolenti dell’arrivo degli alleati, che in casa si rifugiò un soldato tedesco, fuggito dal suo esercito. Fu accolto e soccorso, la madre e la sorella maggiore d’Adele videro in lui un giovane impaurito e non un soldato dell’armata tedesca. Venne tenuto nascosto in cantina e proprio Adele era addetta a rifocillarlo. Giorno dopo giorno fra i due nacque qualcosa. Il tedesco era diverso da Franco, già uomo, di mondo, colto e scaltro nel gioco del corteggiamento. Adele non sentiva più viva la speranza, chissà se Franco fosse ancora vivo!. Lei s’innamorò del tedesco e di quest’amore visse le ultime settimane in città. Venne, poi, il giorno in cui l’uomo dovette riprendere la difficile via verso casa. Poco dopo anche per Adele giunse il tempo del ritorno al paese: la guerra era terminata, la vita stava entrando negli anni della ricostruzione, i soldati rimasti vivi e quelli liberati dai campi di concentramento stavano tornando. Dopo due mesi e mezzo anche Franco ricomparve in paese. Adele, quando lo rivide, si trovò di fronte un uomo, non vi era più traccia di quel ragazzo sereno di prima: la guerra lo aveva forgiato al fuoco crudo e secco della vita. Ci vollero mesi affinché Franco ritrovasse la forza di vivere, lo stesso tempo in cui Adele dimenticò l’amore verso l’uomo tedesco. Franco parlava poco, preferiva appartarsi per i sentieri che attraversavano il bosco o restare in alto a rimirare la valle, sotto un pino o un abete, in silenzio. Adele cercava di fare breccia nel cuore ferito dell’uomo, lentamente, con sensibilità femminile maturando amore incondizionato. Un giorno decise di ricominciare a scrivere a Franco, centellinando le parole, come se fossero impronte leggere, ma capaci d’insinuarsi nell’animo dell’uomo. E lui, a sua volta, rispondeva scrivendo lettere che all’inizio parevano incidersi nella carta tanto forte era la sofferenza. Poi divennero più soavi, non raccontavano più vicende di guerra, ma del presente, a contatto con la natura e la gente del paese. Dopo mesi i due ripresero quanto lasciato in sospeso allo scoppio della guerra ritrovando l’amore, quello vero, quello che fa sognare tutte le persone del mondo. Si sposarono, formarono una famiglia facendo crescere il loro amore, tra problemi e vicissitudini, gioia e tristezza. Non smisero mai di scriversi: nonno Franco, nei giorni del compleanno d’Adele e del loro anniversario, lasciava una lettera sulla madia per lei e nonna Adele faceva la stessa cosa il giorno del compleanno e nell’anniversario della liberazione dal campo di concentramento. Un giorno morì nonno Franco, giusto un mese dopo l’anniversario di 50 anni di matrimonio. Quattordici mesi dopo anche nonna Adele morì, serena e felice, per aver lasciato una famiglia numerosa dietro di lei e per ritrovare in cielo l’amato Franco. Negli ultimi mesi nonna Adele visse con me, tempo passato a raccontarmi di questa vicenda, a leggere alcune delle loro lettere. Due giorni prima della sua dipartita, mi raccontò un fatto curioso. Volle il destino che una lettera inviata dal soldato tedesco fu recapitata alla nonna giusto dieci anni dopo il loro incontro. Era stata inviata all’indirizzo di Milano, e dopo una lunga serie di vicissitudini era giunta al paese. In quella lettera, scritta al ritorno del soldato in Germania un mese dopo la sua fuga da Milano, egli confermava il suo amore per Adele e chiedeva se anche lei sentisse la stessa cosa nel cuore. Era pronto a sposarla, a venire in Italia per costruire una famiglia. Aspettava una risposta da lei. “Credo che se l’avessi ricevuta subito lo avrei raggiunto. In quei tempi tanto mi batteva il cuore per lui. Ma il destino volle diversamente e quando la ricevetti ringraziai il Signore per come aveva fatto procedere le cose. Non credo avrei amato quell’uomo come ho amato il nonno” mi disse. Ora che tutti e due riposano in pace e le loro lettere si trovano nel cassetto della mia camera amo, ogni tanto, prenderle tra le mani e rileggerle riassaporando una storia d’amore vera, sincera e profonda.

Tale racconto è confluito nella raccolta "LETTERE DAL FRONTE" edito nel dicembre 2011 dalla Keltia Editrice di Aosta.

Tags: scrittura


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